Ci sono persone che attraversano il mondo a piedi. Appassionati di trekking e cammini lunghi, sempre alla ricerca di nuovi orizzonti.
Io sono uno di loro.
Amo camminare. Amo raccontare, attraverso i video, ciò che incontro lungo la strada.
Eppure, a volte, il viaggio più autentico è quello che inizia da casa. Perché esistono cammini che passano proprio lì, davanti alla tua porta. Sotto lo stesso cielo in cui sei nato. Tra i boschi che hanno custodito la tua infanzia.
Così, zaino in spalla, sono partito per raccontare il Cammino dell’Anima.
Appena arrivo mi viene incontro una bimba dagli occhi giganti. È il primo incontro all’Orfanotrofio San Nicolas delle Suore Francescane Figlie di Padre Pio, ad Allada, nel cuore della foresta equatoriale del Benin, dove il caldo umido sembra avere quasi una consistenza.
Ho deciso di passare una notte con i ragazzi, per raccontare come vivono davvero.
In questo reportage video, racconto la mia esperienza in Pakistan, un viaggio intrapreso lo scorso agosto verso il campo base del Nanga Parbat, una delle montagne più imponenti e temute dell’Himalaya. Avevo progettato questo percorso da tempo, ma non immaginavo che lo avrei affrontato in un Paese messo in ginocchio da alluvioni devastanti, causate da una stagione monsonica anomala per intensità.
Ginostra, piccola frazione dell'isola di Stromboli, si erge come simbolo di resistenza e legame profondo con le proprie radici. Tra eruzioni vulcaniche, alluvioni e l'isolamento imposto dal mare, i suoi abitanti lottano ogni giorno per preservare la propria identità e il proprio territorio.
L’aria è pregna di fumo, la scena è intrisa di spiritualità, lo sciamano sta celebrando l’ultimo atto della sua purificazione. Mi guarda e mi fa segno di entrare nella cappella. La luce taglia la polvere, l'incenso riempie lo spazio, l'ultimo atto di guarigione ad un uomo che aspetta silenzioso in un angolo.