Spesso mi chiedono a cosa serve andare in Africa. Oppure cosa si possa fare, concretamente, davanti a così tanto bisogno. La risposta non è fatta di grandi numeri, ma di storie.
E quella che voglio raccontarvi oggi l'ho vissuta pochi giorni fa.
In un piccolo ambulatorio di un villaggio nella campagna del Camerun, una bambina di appena 13 anni soffriva per un'infezione ossea avanzata che le provocava dolori lancinanti.
Per salvarla sarebbe bastato un comune antibiotico. Ma in quella parte del mondo anche una medicina semplice può diventare un lusso, spesso non arriva, e quando arriva ha un costo che molte famiglie non possono sostenere.
Le urla della bambina, durante una medicazione, sono state udite da Martin, volontario in Camerun della Ong Una Voce per Padre Pio. Ha capito subito che non c'era tempo da perdere.
Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo. Grazie all'impegno del presidente Enzo Palumbo, dei volontari e dei sostenitori, è stato possibile accompagnare la bambina in ospedale, farla visitare dagli specialisti e procurarle le cure e i farmaci di cui aveva urgente bisogno.
Lei si chiama Esperanza. Speranza.
Oggi è ancora in convalescenza. Cammina aiutandosi con un bastone, ma il dolore ha lasciato spazio al sorriso.
Ogni gesto di aiuto può cambiare una vita.

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